A settembre ritrovare più capelli sulla spazzola o sotto la doccia è piuttosto comune. Ma quando possiamo davvero parlare di caduta stagionale e quali segnali, invece, meritano una valutazione specialistica?
Arriva settembre e, quasi puntualmente, arriva anche la stessa domanda: perché sto perdendo così tanti capelli?
Li troviamo sulla spazzola, sul cuscino, sotto la doccia. Sembrano improvvisamente molti più del solito e la prima spiegazione che ci diamo è quasi sempre la stessa: sarà il cambio di stagione.
In parte è vero.
La ricerca ha effettivamente osservato una certa stagionalità nel ciclo di crescita dei capelli, con un aumento della fase telogen — quella che precede la caduta — durante i mesi estivi e un maggiore shedding tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.
Questo significa che perdere più capelli a settembre può essere un fenomeno fisiologico. Ma non significa che qualsiasi caduta che compare a settembre sia necessariamente stagionale. Ed è questa la distinzione più importante.
Perché a settembre cadono più capelli?
Ogni follicolo pilifero attraversa continuamente diverse fasi.
Durante la fase anagen il capello cresce. Segue una breve fase di transizione, chiamata catagen, e infine la fase telogen, durante la quale il follicolo entra in una condizione di riposo prima che il capello venga perso e inizi un nuovo ciclo.
Questi cicli non sono perfettamente identici durante tutto l’anno: alcuni studi condotti sull’uomo hanno osservato variazioni stagionali abbastanza interessanti.
In uno studio pubblicato sul British Journal of Dermatology, la percentuale di follicoli in fase di crescita raggiungeva il valore più basso a settembre, mentre il numero di capelli persi raggiungeva il proprio picco tra agosto e settembre.
Un’altra ricerca condotta su oltre 800 donne ha confermato una periodicità annuale del ciclo, riscontrando la percentuale più elevata di capelli in fase telogen durante l’estate.
Quello che comunemente chiamiamo “caduta autunnale”, quindi, ha una base biologica.
Quanti capelli è normale perdere?
Contare i capelli uno per uno non è particolarmente utile.
Come riferimento generale, perdere all’incirca 50-100 capelli al giorno rientra nella normale fisiologia del ciclo pilifero, ma il numero che osserviamo può cambiare anche semplicemente in base alla frequenza con cui laviamo o spazzoliamo i capelli.
È molto più utile osservare come sta cambiando la propria situazione rispetto al solito.
Vedere qualche capello in più durante il lavaggio, soprattutto in questo periodo dell’anno, non dovrebbe quindi creare automaticamente allarme.
Diverso è accorgersi che la coda è diventata progressivamente più sottile, che il cuoio capelluto è più visibile oppure che alcune zone stanno perdendo densità.
Perché caduta e diradamento non sono necessariamente la stessa cosa.
Caduta stagionale o telogen effluvium?
Qui spesso nasce confusione.
Il telogen effluvium è una condizione caratterizzata da un aumento diffuso della caduta, dovuto al passaggio di un numero maggiore di follicoli dalla fase di crescita alla fase telogen.
Può comparire in seguito a diversi eventi: una malattia con febbre, un intervento chirurgico, un forte stress per l’organismo, il parto, una perdita di peso importante, restrizioni alimentari, alcuni farmaci o determinate alterazioni metaboliche e nutrizionali.
E soprattutto c’è un dettaglio che spesso sorprende i pazienti: il capello può iniziare a cadere mesi dopo l’evento che ha provocato il problema.
Se a settembre compare una perdita importante, quindi, vale la pena chiedersi anche cosa sia successo nei mesi precedenti. Una dieta molto restrittiva iniziata prima dell’estate, un dimagrimento rapido, una malattia, un periodo particolarmente stressante o l’introduzione di una nuova terapia possono essere informazioni molto più importanti del mese indicato sul calendario.
Quando la caduta di settembre dovrebbe insospettirci?
Non esiste un numero preciso oltre il quale una caduta diventa patologica.
Ci sono però alcuni segnali che meritano maggiore attenzione.
La densità sta diminuendo
Perdere capelli e vedere diminuire progressivamente la densità non sono la stessa cosa: se iniziamo a vedere maggiormente il cuoio capelluto oppure la massa complessiva dei capelli appare ridotta, è opportuno approfondire.
Il diradamento interessa zone precise
Nell’alopecia androgenetica maschile possono diventare progressivamente più evidenti l’attaccatura, le tempie e il vertex.
Nella donna il diradamento può invece presentarsi con modalità differenti, spesso attraverso una progressiva riduzione della densità nella parte superiore del capo. Un pattern localizzato è quindi diverso dalla classica caduta diffusa.
I capelli stanno diventando più sottili
Non conta soltanto quanti capelli perdiamo. Nell’alopecia androgenetica avviene un processo di miniaturizzazione follicolare: progressivamente il follicolo produce capelli più sottili e corti.
È uno dei motivi per cui osservare semplicemente quanti capelli rimangono sulla spazzola può non raccontare tutta la storia.
La caduta continua
Una maggiore perdita per un periodo limitato può essere compatibile con un fenomeno transitorio. Se però continua nel tempo, peggiora oppure non mostra segnali di riduzione, attribuirla semplicemente al cambio di stagione può ritardare una diagnosi.
Compaiono altri sintomi
Prurito persistente, bruciore, dolore, desquamazione importante, arrossamento o alterazioni evidenti del cuoio capelluto meritano una valutazione specifica.
E se fosse alopecia androgenetica?
È probabilmente l’errore che vogliamo evitare più di tutti. L’alopecia androgenetica non compare perché è arrivato settembre. Può però diventare più evidente proprio in un periodo in cui aumenta la caduta.
Una persona con una predisposizione già presente può interpretare un diradamento progressivo come una semplice conseguenza del cambio di stagione e aspettare mesi prima di approfondire.
Il problema non è aspettare qualche settimana quando la caduta è fisiologica. Il problema è aspettare quando non lo è. Distinguere una caduta stagionale da un telogen effluvium, un’alopecia androgenetica o un’altra forma di alopecia richiede una valutazione del follicolo e del cuoio capelluto ed è necessario affidarsi ad un tricologo esperto per questo genere di analisi.
Servono gli integratori per la caduta stagionale?
Non necessariamente. È una delle associazioni più automatiche di settembre: cadono i capelli, quindi compriamo un integratore.
Ma integrare una sostanza senza sapere se esiste realmente una carenza non significa trattare la causa della caduta. Ferro, proteine e alcuni micronutrienti hanno naturalmente un ruolo nella salute del follicolo e determinate carenze possono contribuire alla perdita dei capelli. Questo, però, non rende utile assumere indiscriminatamente qualsiasi integratore “anticaduta”.
Anche in questo caso il principio dovrebbe essere lo stesso: prima capire, poi intervenire.
Se dalla storia clinica emerge il sospetto di una carenza o di un’altra condizione sistemica, il medico tricologo può valutare gli approfondimenti più appropriati.
Il parere degli specialisti di Tricogenesis
A settembre molti pazienti arrivano in visita convinti di avere semplicemente una caduta stagionale. E spesso è davvero così.
Il nostro compito, però, non è confermare una spiegazione perché è quella più comune in quel periodo dell’anno, ma verificare che dietro quella caduta non ci sia altro.

Durante una valutazione tricologica è possibile osservare il cuoio capelluto e le caratteristiche dei capelli, ricostruire l’andamento della perdita e valutare eventuali segni di miniaturizzazione o altre alterazioni.
Quando necessario, la storia del paziente può suggerire anche ulteriori approfondimenti. Perché settembre può essere una spiegazione, non deve diventare una diagnosi.
Caduta dei capelli a settembre: cosa fare quindi?
Se noti una perdita leggermente superiore al solito, diffusa e comparsa da poco, non è necessario allarmarsi immediatamente.
Evita però di affidarti automaticamente a prodotti o integratori senza conoscere la causa e presta attenzione soprattutto a eventuali cambiamenti nella densità e nello spessore dei capelli. Se la caduta è molto intensa, persiste, continua a peggiorare oppure è accompagnata da un diradamento visibile, una valutazione specialistica tricologica permette di distinguere un fenomeno transitorio da una condizione che richiede attenzione.
Quando prenotare una visita tricologica? Ora!
Se da alcune settimane stai osservando una caduta insolita o ti sembra che i tuoi capelli abbiano perso densità, una visita può aiutarti a capire se si tratta semplicemente di un fenomeno stagionale o se esiste una causa diversa.
Presso Tricogenesis a Firenze ogni percorso parte dalla valutazione del paziente e del cuoio capelluto, prima di stabilire se e come intervenire.
Accogliamo pazienti da Firenze, da tutta Italia e dall’estero, organizzando quando necessario il percorso in funzione della provenienza.
Prenota una visita specialistica e scopri cosa sta realmente succedendo ai tuoi capelli.
Domande frequenti
È normale perdere più capelli a settembre?
Sì, può esserlo. Studi sul ciclo follicolare umano hanno documentato variazioni stagionali e un aumento dello shedding tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Non tutte le perdite che compaiono in questo periodo sono però necessariamente stagionali.
Quanto dura la caduta stagionale dei capelli?
La durata può variare da persona a persona. Se la perdita persiste, peggiora o determina una riduzione visibile della densità, è opportuno approfondirne la causa invece di attribuirla automaticamente alla stagione.
Come capire se è caduta stagionale o alopecia?
La caduta stagionale tende a essere diffusa e transitoria. Un diradamento progressivo, la miniaturizzazione dei capelli o una perdita concentrata in determinate aree possono invece suggerire condizioni differenti. Una valutazione specialistica permette di fare diagnosi differenziale.
Quando preoccuparsi per la caduta dei capelli?
Più che il numero dei capelli persi, è importante osservare cambiamenti persistenti: diminuzione della densità, aree progressivamente più diradate, capelli sempre più sottili, caduta prolungata o alterazioni del cuoio capelluto.
Gli integratori fermano la caduta autunnale?
Non necessariamente. Gli integratori possono avere un’indicazione in presenza di specifiche carenze, ma non sostituiscono la diagnosi della causa della caduta.